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Recensione: Central Park

Buona sera readers, giusto per non perdere l’abitudine, a voi la recensione di un libro che ho letto in un baleno, vuoi il mistero o vuoi la curiosità di vedere come andava a finire. Ammetto però che la copertina ha giocato un punto decisivo, la trovo molto intrigante.
La trama è fitta e davvero ben costruita, tratta di come affrontare e superare delle difficoltà più o meno gestibili, come ognuno di noi ha degli scheletri nell’armadio e come vuole liberarsene.
La narrazione, seppur ricca di flashback è davvero ben fatta e molto scorrevole, lasciando al lettore capitolo dopo capitolo una curiosità tale da non riuscire a smettere e divorare il libro in un paio di giorni.
Il bello di questo libro è che non hai il grande enigma che si presenta solamente alla fine, bensì man mano che si va avanti c’è un tassello che viene fuori.
E come se lo scrittore vuole che il lettore sviluppi insieme a lui il corso della storia.

Consigliato!!

TRAMA:

New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure… Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite

 

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Voto: 4,5 /5

Titolo: Central Park

Autore: Guillaume Musso

Cada editrice: Bompiani

 

Foto presa da booktobook

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