Dalla penna al cuore: Barbara Sarri

Buon pomeriggio amici, ed è con immenso piacere che apro questa nuova sezione del blog chiamata Dalla Penna al Cuore con una speciale intervista all’autrice del libro “Il ventaglio sulla pelle”, che ringrazio profondamente non solo per il tempo dedicatomi ma anche e soprattutto per la sua dolcezza e bontà d’animo.

Alla fine dell’intervista troverete un pò di link utili per capire meglio chi è Barbara e cosa fa.

Io: Parla un po’ di te, Quando nasce la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura nasce a 12 anni, avevo iniziato ad andare a cavallo e la sera su un blocco notes, raccontavo l’emozione che mi regalava la natura. Lo facevo spontaneamente, era una vera e propria necessità, rifugiandomi subito dopo nel libro che avevo sul comodino.
La prima grande tappa è stato vincere per Equilibri il “Premio Talent Scout 2001” con il romanzo “Ritratto di scuderia – un lavoro da uomo” a Piazza di Siena, in giuria Maria Sole Teodorani Agnelli e la giornalista e scrittrice Patrizia Carrano, fu una gioia immensa.
Ricordo che i poster con il romanzo erano ovunque, questo libro ha avuto il plauso di Margaret Mazzantini che in una email mi scrisse “Brava Barbara, mi piace quello che scrivi.” Un articolo su questo volume è uscito anche su l’Espresso.
Dopo ho continuato a scrivere, collaborare con testate giornalistiche (ricordo con gioia la collaborazione con Donna Moderna, In forma, Cosmopolitan, La Freccia) pubblicare e piano piano sono arrivata ad HarperCollins Italia.

Io: Da cosa nasce l’idea di questo libro e da dove hai tratto ispirazione ?
L’idea nasce da un ballo che dal 2007 ad oggi ha allargato gli orizzonti della mia vita, una danza piena di passione, forza, energia ma anche silenzi, delicatezze e per l’appunto… ventagli.
Inoltre credo nella donna, profondamente. Credo nell’unione, nell’aiutarsi a vicenda imparando l’una dall’altra in una crescita comune, condividendo, volendosi bene, in un parola ? Sorellanza.
Il flamenco e la sorellanza se dovessi dirti due parole che mi hanno ispirato.

Io: Cosa ti ha spinto ad affrontare la tematica della violenza sulle donne?
La tematica era già stata affrontata proprio in “Ritratto di scuderia”.
Ho deciso di mantenere questo filone sociale perché credo che ce ne sia bisogno.
Mi rendo conto di quanto sia difficile, complesso e delicato quest’argomento e che molti per timore, lo scansino, lo allontanino.
Io cerco di scriverne con la massima attenzione, ma è davvero importante parlarne, capire… confrontarsi vicendevolmente su una tematica che purtroppo è all’ordine del giorno.
Parlarne in un genere di suspense mi dato la possibilità di avvicinare anche gli uomini e viste le recensioni, credo di esserci riuscita.

Io: Cosa hai provato nel vederlo pubblicato?
Prima in ebook, poi in edicola, ora POD, tanta emozione. È come un figlio che è diventato maggiorenne …cammina da solo, è pronto per fare “la sua vita”.

Io: Quale scrittore potresti considerare il tuo mentore?
Marguerite Yourcenar è uno dei miei più grandi riferimenti con Virginia Woolf ed Anna Banti.

Io: Ci parli un po’ del tuo libro e di qual è il punto forte?
È difficile per me dire un punto forte… Posso però dire che è scritto “di cuore”.
È uscito con un’estrema facilità da quella parte che ci tiene vivi… doveva uscire, è stato una necessità, non sarei riuscita a trattenerlo!

Io: Ci sarà un sequel e se si, quando uscirà?
Dovrebbe uscire molto presto, si parte come con questo in ebook, collana eLit, con lo stesso editore.

Link utili:

Recensione del libro qui

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