Menu

Recensione: La distanza tra me e il ciliegio di Paola Peretti

Cari amici preparatevi, perché oggi vi parlo di un libro che tocca l’anima, quindi attenzione perché le emozioni vengono un po’ scombussolate.
Il libro in questione è “La distanza tra me e il ciliegio” di Paola Peretti

Titolo: La distanza tra me e il ciliegio
Autrice: Paola Peretti
Casa Editrice: Rizzoli
Genere: Narrativa contemporanea
Formato: Ebook – Cartaceo
Prezzo: 9,99 – 15,30

Per acquistarlo clicca qui

Voto: 5 /5

SINOSSI

Mafalda ha nove anni, indossa un paio di spessi occhiali gialli e conosce a memoria “II barone rampante” di Italo Calvino. Scappa dai professori arrampicandosi sul ciliegio all’entrata della scuola insieme a Ottimo Turcaret, il fedele gatto che la segue ovunque. Su quel ciliegio, sogna perfino di andarci a vivere, ma tra pochi mesi non lo potrà più vedere perché i suoi occhi si stanno spegnendo e un po’ alla volta, giorno dopo giorno, diventerà cieca. È una bambina curiosa e l’idea di rimanere al buio la spaventa: per questo tiene un diario in cui annota le cose che non potrà più fare, come contare le stelle e giocare a calcio con Filippo, il bullo della classe che parla solo con lei. Grazie all’aiuto della sua famiglia e dei suoi amici, Mafalda capisce che un altro modo di vedere è possibile. Impara a misurare la distanza dal ciliegio accompagnata dal profumo dei fiori e comincia a scrivere un nuovo elenco: quello delle cose a cui tiene e che riesce ancora a fare. Questa è la storia di Mafalda, ma è anche quella di Paola Peretti, una scrittrice dalla forza contagiosa, che ha voluto scrivere il suo primo romanzo quando ha saputo di avere una grave malattia agli occhi. Un libro che ci insegna a vedere ciò che ancora non esiste, a lottare per i propri sogni.

RECENSIONE

Questa è una storia reale, una di quelle che arrivano fino al cuore del lettore. Mafalda rappresenta una parte autobiografica dell’autrice, affetta essa stessa dalla malattia di Stargardt, malattia degenerativa che porta purtroppo a “rimanere al buio”, alla cecità.

Ciò che ho trovato tremendamente emozionante è la forza della piccola Mafalda, la sua determinazione nell’affrontare giorno dopo giorno la sua piccola grande missione, una lista di cose da fare assolutamente prima che la “nebbiolina” diventi più fitta.
Perché Mafalda è pienamente cosciente di ciò che sta per accadere.

Lo stile narrativo dell’autrice è impeccabile, semplice e coinciso, dolce e armonioso, appassionante. Ho particolarmente amato le figure di Estella e Filippo, duri all’apparenza ma sensibili e profondi dentro, molto importanti per Mafalda.

Questo è un “must have” lettori, credetemi perché non ve ne pentirete.
Voglio ringraziare di cuore @nicopan per i suoi preziosi suggerimenti di lettura.

Please follow us:
error
Tag:, , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *