RECENSIONE: Diphylleia di Elia Bonci

Buongiorno Splendori e buona Vigilia!!! Come promesso ecco il post di chiusura d’anno non solo per farvi sentire che sono sempre con voi, ma anche per parlarvi di un libro che mi ha profondamente colpito, e voglio ringraziare l’autore per avermi dato la possibilità di leggerlo.

Titolo: Diphylleia. Il ricordo
Autrice: Elia Bonci
Casa Editrice:  & MyBook
Genere: Rosa – Narrativa
Formato: Digitale – Cartaceo
Prezzo: 2,99€ – 8,07€

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Voto: 4,75 /5

SINOSSI

“La rabbia aveva prevalso sull’amore, e, a testa bassa e cuore infranto, ad Aiyana non restava che andarsene. E se ne andò. Perché non c’è rabbia più vera e pericolosa di quella degli innamorati che si sentono traditi. Degli innamorati che si sentono innamorati pazzi e si ritrovano morti e a pezzi.”

RECENSIONE

Eccoci, premetto che scrivere questa recensione non è stato semplice. Perché? Semplicemente perché ho avuto paura di poter non dare il giusto peso ad un libro che invece di peso ne ha, e anche molto.

Stranamente inizio dalla parte consigli/miglioramenti, dico stranamente perchè di solito li lascio alla fine ma facciamo un’eccezione solo perché così poi ho la vostra più totale attenzione. L’unico consiglio che mi sento di dare e di valutare tanto l’aiuto di un editor perché quando c’è un grande potenziale va veramente sfruttato molto più di così. 🙂

Veniamo a noi adesso. Elia nelle sue poche pagine riesce a trasmettere dei significati importantissimi, parlando di emozioni molto forti e contrastanti quali l’amore, il dolore, la rabbia, ed infine il perdono.

Ho letteralmente vissuto questo libro come un viaggio, prendendomi le giuste pause quando necessario e divorandolo in altre occasioni. Ho “sentito” le sesse emozioni che sentivano i personaggi, perché amici miei il mondo in cui viviamo è così bello ma così ingiusto, creando differenze quando invece siamo tutti uguali. Quello di cui parlo è un viaggio alla scoperta di se stessi, dell’IO più profondo che c’è in ognuno di noi, che anche se urla non viene mai o raramente ascoltato. Un viaggio che ti mostra che le cicatrici peggiori non sono visibili all’esterno, ma sono dentro, sono squarci nell’anima che difficilmente hanno cura.

Ho personalmente definito il romanzo un ode all’amore, si perché Elia parla dell’amore come un poeta ne parla pensando alla sua musa, suscitando quasi un sentimento di invidia in noi lettori perché un’amore così non è comune, non è usuale. E’ quell’amore che ti tocca l’anima e lo fa in punta di piedi, lo fa silenziosamente ma al contempo riesce a travolgerti. Ecco perché per me è davvero prezioso il mondo che questo scrittore ha dentro, e come tale va fatto emergere.

Elia incentra il suo libro anche su un’altra tematica di spessore, quale l’omofobia. Ragazzi, l’omofobia è la vera malattia, è la piaga della nostra società, perché una società che si definisce libera purtroppo poi libera non è. Devo dire che non avevo mai prestato particolare attenzione a questa problematica, semplicemente perché ignorantemente guardavo il mondo con gli occhi e non con il cuore. Ognuno di noi invece dovrebbe partire dalla lettura di questo libro e porsi poi delle domande. E’ semplicemente questo il mio consiglio, leggetelo e non ve ne pentirete.

Faccio un grandissimo in bocca al lupo ad Elia e a tutti, tantissimi auguri di buon anno!!!

xoxo

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