Il mistero del collegio abbandonato

di Massimo Binarelli

  • Autore: Massimo Binarelli;
  • Editore: Newton Compton Editori;
  • Prezzo: €0,99 (eBook)/ €7,90 (cartaceo) Acquistabili qui
  • Pagine: 224;
  • Genere: Narrativa Italiana.

Un cadavere ritrovato in un pozzo fa riemergere antichi segreti…

Roma. Quartiere Garbatella, 1959. Antonio Piccillo, un brigadiere in pensione, assiste al ritrovamento di un corpo dentro al pozzo di un convitto abbandonato. Il cadavere è mummificato e avvolto in un lenzuolo. I capelli rossi spiccano sul panno bianco. Di fronte a quell’immagine, la memoria di Piccillo torna indietro nel tempo, a un caso irrisolto che lo ha personalmente coinvolto: Marta Vincenzi, una ragazzina di tredici anni, scomparsa nel 1943 dal collegio che la ospitava. All’epoca l’ipotesi più accreditata era stata la fuga d’amore, ma Piccillo non ne era mai stato convinto. Gli interrogatori delle compagne di Marta e della direttrice del convitto erano stati condotti senza il rigore necessario. Per la polizia, il caso della mummia riemersa dal pozzo è un bel grattacapo ed è per questo che il commissario che segue le indagini chiede aiuto al vecchio Piccillo: lui conosce tutto del quartiere, ricorda fatti, storie e volti di persone legati agli anni in cui la ragazzina sparì. Muovendosi in una Roma piena di misteri, scavando negli anni in cui il regime fascista era in pieno declino, il giovane commissario e il brigadiere in pensione scopriranno una verità a lungo occultata… 

Un convitto nel quartiere romano della Garbatella 
Una ragazza improvvisamente scomparsa
Una verità che dopo anni torna a galla 


Ciao a tutti!

Sono la vostra #bookbloggerdicuore!!

Per un po’ sarò io a tenervi compagnia, dato che la cara Vittoria si sposa. Evvivaaa!!

Sarà quindi impegnata nell’ organizzare, ma, soprattutto, a godere delle sue nozze e delle tanto meritate vacanze. 🙂

Comunque, finalmente un libro coinvolgente come piace a me, ricco di intrighi e misteri e tanta suspance.. Quella che ti fa venire la tachicardia, per intenderci.

Ambientato in epoca fascista e post nazismo (perché, chiaramente, per capire la vicenda si fanno dei salti temporali), il racconto ruota intorno ad un collegio femminile, dove le convittrici sono orfane almeno di un genitore che operava nelle poste.

Qual è la mia domanda? Volete saperlo? Ok: quante cose sono sempre successe e non , tutt’oggi, non ne sappiamo nulla perché, magari, le vicende sono state insabbiate? Quante Marta Vincenzi ci sono e ci sono sempre state? Cosa pensate di Marta?

Ok! Non ho posto una sola domanda. Perdonatemi, ma era necessario per farvi intuire la chiave dell’ enigma da risolvere.

Il racconto scorre abbastanza fluente, nonostante ci siano sprazzi di dialoghi in dialetto romanesco. Tranquilli, nulla di incomprensibile, anzi, rende il racconto piuttosto divertente, o meglio, dà quel momento di “leggerezza” in una storia che non è affatto allegra.

Orbene, vi lascio alla lettura e concludo con un bel 7 per questo autore. Ha scritto un buon racconto.

Un abbraccio forte dalla vostra #bookbloggerdicuore.

P.S. Grazie Newton Compton Editori per avermelo fatto leggere in anticipo.

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